sábado, 13 de octubre de 2012

El genio literario de Borges se encuentra con el genio de la música de Piazzolla

Homenaje en Lecce – Italia

Salentango-Lecce (Associazione Culturale di Tango Argentino), in collaborazione con il Comune di Lecce - Assessorato alla Cultura, organizzano "Autunno Portegno", un omaggio ad Astor Piazzolla nel ventesimo anno dalla sua scomparsa, una rassegna con concerti, incontri, seminari.


La rassegna è organizzata con il Patrocinio Istituzionale dell'Ambasciata Argentina in Italia, della Fondazione Astor Piazzolla Buenos Aires e della Fondazione ICO Tito Schipa Lecce.

Borges – Piazzolla

L’incontro tra Jorge Luis Borges e Astor Piazzolla avviene negli Anni Sessanta, come compimento naturale ed inevitabile di due percorsi, iniziati in tempi e modalità diversi, sotto la comune insegna di quel sortilegio chiamato tango, che Borges considerava la realizzazione argentina che meglio ha divulgato il nome del suo paese nel mondo.

Nel 1930, pubblicando Evaristo Carriego, Borges fa opera di sistemazione storica del tango, ne individua l’origine, le tematiche e l’ideologia e si riconosce pienamente in esso, arrivando a scrivere: “Forse la missione del tango è propria questa: dare agli argentini la certezza di essere stati valorosi, di avere adempiuto ai loro obblighi di coraggio e di onore”. A quella data, Borges ha 31 anni; Piazzolla solo 9: bisogna solo aspettare che il tempo porti a compimento quello che il destino sembra aver stabilito. Tempo e destino: due degli elementi tematici essenziali di tutta l’opera di Borges che confluiranno predominanti nella raccolta “Per le sei corde”, pubblicata nel 1965, e nel poemetto Il tango, contenuto nella raccolta “L’altro, lo stesso” dell’anno prima. In quegli anni anche Piazzolla ormai è maturo: ha già composto e pubblicato e può cimentarsi coi testi del più noto poeta. Arduo per un musicista dover sostenere, nel rapporto testo/musica, il compito nettamente più importante, se questo è il giudizio che Borges ha dei due elementi: “Io direi che il tango e la milonga esprimono in maniera diretta qualcosa che i poeti, molte volte, hanno voluto fare con le parole: la convinzione che combattere può essere una festa (….) senza mondo senza un tesoro comune di memorie evocabili attraverso il linguaggio non ci sarebbe certamente letteratura, ma la musica prescinde il mondo, potrebbe esistere la musica e non il mondo. La musica è volontà è passione; il tango antico, in quanto musica, suole trasmettere in maniera diretta questa bellicosa allegria”. Come dice Piazzolla: “la responsabilità è stata grande, però maggiore il compenso nello sperimentare che un poeta della sua importanza si è sentito identificato con tutti i miei temi” al punto da iniziare una collaborazione che ha portato il musicista a depositare le sue note sui versi preesistenti di Borges; anzi a comporre le musiche “obbedendo e rispettando” il contenuto delle liriche. Questo è possibile perché il legame tra i due è istintivo e inscindibile, quasi che non si riesca ad ascoltare o leggere l’uno senza che l’immaginazione lo completi con l’altro. Come se un ordito misterioso faccia sì che le loro produzioni possano mescolarsi infallibilmente quasi all’infinito.

** Quando il genio letterario di Borges incontra il genio musicale di Piazzola, nasce un’autentica complicità artistica dove la prorompente energia vitale della musica “si specchia” nella poesia.

Secondo Borges, il poeta ed il musicista condividono il linguaggio delle emozioni: un linguaggio che cattura l’istante inafferrabile ciò che il mondo cancella e fa rinascere.

Borges e Piazzola hanno creato capolavori appassionati, sulla sfondo di una misteriosa Buenos Aires, dai subborghi maleodoranti, dove il sogno di una vita migliore che possa sciogliere l’incubo del presente si esprime attraverso il Tango. Cosa sia veramente il tango, Borges ce lo spiega lui sesso in diversi modi “un incontro d’amore e sfida, alla morte”, “una ventata, una follia che sfida gli anni frettolosi”.

Questo grande fenomeno culturale e popolare conquistò  Borges al punto che dedicò ad esso un famoso poema “El Tango”, e la raccolta di milonghe “poemas para las seis cordas”.

Nel mondo borgesiano fatto di tempo e di memoria, il Tango è il filo conduttore che prolunga il tempo il passato eroico dell’Argentina (Buenos Aires era figlia di personaggi leggendari).

Borges era solito dire che bisogna dar voce al tango con lo stato d’animo di chi ha appena perso il più grande amore della sua vita, e così conclude: “si può discutere sul tango, ed è quanto facciamo, ma esso racchiude in sé, come tutto ciò che è autentico, un segreto...Si direbbe che senza i crepuscoli e le notti di Buenos Aires non possa nascere un tango, e che in cielo ci attende a noi argentini, l’idea platonica del tango, la sua forma universale, e che questa specie fortunata abbia, per quanto umile, il suo posto nell’universo.

Fuente : Giornale di Puglia


 

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